Apprendere, interiorizzare e agire nella realtà: le letture per l’estate consigliate dal blog #6MEMES

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Dai dati alle informazioni: interpretare il presente, disegnare il futuro.

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“In passato, l’istruzione costruiva identità solide come case di pietra. Oggi è necessario costruirle come tende da campeggio, da piegare e spostare.”

-Yuval Noah Harari-

 

È firmato da un italiano, Emanuele Castano, uno studio pubblicato sulla rivista Science che dimostra come la lettura dei libri aumenta l’empatia e la capacità di relazione con gli altri. Dunque, ci migliora. C’è, poi, un dato confortante, ossia che chi legge, lo fa più di prima. Purtroppo, diminuisce ancora la percentuale degli italiani che leggono, ad oggi attestata al 56%.

Perché, allora continuare a consigliare libri per spingere il pubblico a recuperare un’usanza utile e indispensabile? Proprio perché è attraverso la scrittura prima e poi la lettura che da secoli si tramandano, da una generazione all’altra, pensieri, scoperte scientifiche e conoscenze. Oltre a stimolare e rendere più forte la capacità analitica del pensiero, esigenza indispensabile per districarsi oggi in un mondo sempre più virtuale e dominato, purtroppo, da falsità e violenza diretti successi dell’ignoranza.

Ecco allora per tutti i lettori del blog tre consigli di lettura estivi per mantenere la mente ‘in allenamento’ e conoscere cosa accade intorno a noi, in un mondo in costante e veloce cambiamento.


Lezioni per il XXI° secolo.

‘21 lezioni per il XXI’ secolo è una delle opere più recenti del professor Yuval Noah Harari, storico e scrittore irlandese, il cui lavoro propone lucide riflessioni su questioni di attualità – come il potere, l’immigrazione, i nazionalismi e la tecnologia – per un nuovo approccio alla realtà attuale.

In ‘21 lezioni per il XXI secolo’, Harari opera una lettura del mondo contemporaneo riflettendo sul fatto che, a differenza di quanto accaduto in passato e a causa di una mancata censura dagli esiti molto dannosi, la società è inondata di generiche informazioni che tendono a occultare i temi di reale importanza. Proprio nella sezione del libro intitolata ‘La verità’, Harari parla dell’importanza di combattere pregiudizi e falsità, trovando fonti affidabili su cui formare i propri criteri di riflessione.

L’ultima sezione è, invece, incentrata sull’importanza di riconoscere e valorizzare le nuove forme di narrazione emerse per descrivere il mondo. Per questo risulta importante rivedere e adattare all’attuale tre importanti obiettivi che ogni comunità dovrebbe perseguire:

  • sviluppare la capacità di dare un senso a educazione e istruzione;
  • imparare ad attribuire il giusto significato agli eventi, accrescendo la capacità di distinguere tra finzione e realtà.
  • mantenere e difendere la possibilità di scegliere.

E quale miglior luogo di nuove narrazioni si può eleggere se non l’immensa rete del web? Pur con qualche doverosa accortezza…

 

Il lato oscuro dei social.

È il luogo «[…] in cui non esistono regole, in cui vale tutto, in cui vige l’impunità e dove è molto più pratico farsi giustizia da sé. Questa illusione contribuisce troppo spesso a far saltare i freni inibitori e a trasformare la libertà di pensiero in libertà d’insulto». È il Far Web, come lo definisce Matteo Grandi, autore di ‘Far Web. Odio, bufale, bullismo. Il lato oscuro dei social’, una zona franca di insulti, discriminazioni di ogni genere, misoginia, istigazione alla violenza, omofobia, fake news e revenge porn.

La Rete è divenuta per molti un luogo nel quale scaricare rabbia e frustrazioni attaccando ferocemente chiunque mostri la colpa di avere opinioni diverse da chi scrive. Ma è poi davvero colpa della Rete se la gente odia?

Secondo Grandi «odiare è legittimo, comprensibile e talvolta necessario. Ma anche l’odio dev’essere consapevole. Non può alimentarsi di bufale, […]. Non può trasformarsi in diffamazione.».

Matteo Grandi indaga da vicino il fenomeno dell’inquinamento della Rete in tutte le sue manifestazioni, per spiegarci di cosa parliamo quando parliamo di odio. ‘Far Web’ non vuole essere un manuale dogmatico ma un invito alla riflessione, senza dimenticare, e Grandi lo precisa: «i social network, pur con le loro derive, sono uno strumento prezioso.».

E occorre saperli ben sfruttare per riuscire a promuovere un cambiamento positivo che sia globale e condiviso.

 

Il cambiamento global.

Non è solo necessario un uso corretto della Rete, per capire e influenzare il mondo, ma anche l’acquisizione di una conoscenza efficace attraverso viaggi nei luoghi dove nasce e si mantiene l’innovazione può essere utili – anzi si rivela indispensabile – a mettere in atto i cambiamenti.

‘Dentro gli ecosistemi del cambiamento global’ è il volume ‘esplorativo’ di Roberto Panzarani, una sorta di diario di viaggio alla scoperta di quegli ecosistemi – quali aziende, parchi tecnologici, università, centri di ricerca, incubatori – che favoriscono il germogliare delle idee e delle loro applicazioni.

Dalla Silicon Valley alla Chilecon Valley, dalla Israel Valley all’Indian city of Bangalore, dal Cambridge Science Park al Science Park Berlin Adlershof e tanti altri micro luoghi dell’innovazione, l’autore innesca un processo conoscitivo che non può prescindere dal contatto fisico e dall’emozione con molti dei formidabili acceleratori, sparsi in tutto il mondo, di nuovi modelli di business e organizzativi che modificheranno le i mercati e di cero le nostre abitudini di vita.

 

Buona estate.

Apprendere per tempo, interiorizzare e agire nella nostra realtà: ecco la giusta sequenza che permetterà all’uomo di farsi carico in modo coscienzioso del cambiamento globale che lui stesso e il mondo che lo circonda stanno vivendo.

Per garantire un futuro sostenibile ai suoi simili e al pianeta che abita. Incominciando dalla lettura. Buona estate, dunque!


CREDITS IMMAGINE DI COPERTINA
ID Immagine: 97892992. Diritto d'autore: kran77
ID Immagine: 22230908. Diritto d'autore: silverjohn

“Il nostro pensiero leggero, rapido quanto esatto, ben visibile - qui e altrove – in una molteplicità di modi, coerentemente dedicato al genio italiano che, circa trent'anni fa, se ne è andato, lasciandoci in dono le sue opere memorabili: Italo Calvino, e le sue indimenticabili Lezioni americane.”

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